Finalmente ho trovato il mio posto nell’universo delle identità religiose: sono un cristiano cattolico obiettore di coscienza.
Essere un «cattolico obiettore» significa che seguo pedissequamente tutte le indicazioni di comportamento e di pensiero del Santo Padre …escluso i casi in cui tali indicazioni vadano contro i miei principi.
Quindi sono un perfetto cattolico, escluso i casi in cui la morale indicata da Santa Romana Chiesa non sia disallineata dalla mia.
In effetti si potrebbe anche sostenere che la mia è una posizione comoda, che si dovrebbe scegliere, o si è cattolici (con tutto quello che ne consegue) o non lo si è.
Però, poiché l’obiezione di coscienza è riconosciuta, a volte anche per legge, in moltissimi settori della nostra vita sociale, non vedo perché non si possa essere dei religiosi obiettori.
Come ho già detto accetto in toto le indicazioni del Santo Padre e della Conferenza episcopale italiana (CEI), escluso i casi in cui faccio prevalere le mie convinzioni personali.
Oppure vogliamo mettere in discussione l’obiezione di coscienza?
