Abbiamo avuto la storia «dei principi e delle guerre»; abbiamo avuto la storia «dei popoli e delle rivoluzioni»; abbiamo avuto la storia «delle innovazioni tecnologiche»; abbiamo avuto la storia «dei costumi e delle società».
La Storia dell’umanità è stata interpretata, misurata, valutata, con diversi strumenti (culturali), da diversi punti di vista.
Credo sia arrivato il momento, per capire al meglio la storia moderna e la storia contemporanea, di sviluppare un approccio alla storia che tenga conto del debito: chi è indebitato con chi e per quale importo.
Famosa è la storia di Carlo V, eletto imperatore del Sacro Romano Impero grazie (anche) ai soldi dei Fugger. Certamente non si capiscono né le vicende di Filippo II di Spagna né del suo enorme impero, senza conoscere il suo stato di indebitamento con i banchieri genovesi. Meno famosa è la dipendenza dei Savoia dai Rotschild di Londra e di Parigi, e quanto ciò potrebbe aver influito nella successiva politica dell’Italia unita.
Ritengo che non si possa avere una piena comprensione della nostra attualità senza uno studio sistematico delle vicende storiche, almeno dalla modernità in poi, che tenga conto dell’indebitamento di re e stati; senza che venga alla luce la trama di interessi effettivi, spesso diversamente intrecciata rispetto agli interessi solamente apparenti.
